Paolo Parente

Foto d’infanzia

Gen
19

È lo strapparsi reiterato di un contatto,
l’antitesi di quando vi ho lasciato,
l’assenza di voi che ve ne siete andati.
Ritornate da un passato digitale,
da un presente analogico, dalle corsie
che non credevo di dover sorvegliare,
e in un attimo in ogni voce il rimpianto
e questa nostalgia che non posso
tagliaincollare in un disco esterno,
che mi salda a uno schienale lontano,
che non conoscerete, in una mia casa
in cui non entrerete mai, con uno
sguardo stravolto soprattutto dagli addii,
che non ricambierete, e non ci saluteremo
incontrandoci per strada, non ci aiuteranno
i ponti delle vecchie congiunzioni,
non sapremo che farcene di tutto il tempo
sofferto a diventare meno soli e più noi,
a dirci sottinteso quel beffardo per sempre,
a sbiadire ad occhi chiusi in un abbraccio.
Siete foglie secche all’uscita di scuola,
e il vostro backup come le foto d’infanzia.

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